Per il nuovo numero del (brutto) notiziario comunale la Giunta ha scelto il seguente tema:  “Una città che deve mantenersi viva come nei giorni dell’Adunata”. Anticipo il mio intervento, anche perché pare che il notiziario fatichi ad arrivare in molte zone della città…

CAMBIARE POLITICA PER INVESTIRE NEL FUTURO

L’inevitabile sospensione della normalità resa possibile e necessaria dalla presenza di centinaia di migliaia di persone in occasione dell’adunata degli Alpini ha poco da dire alla quotidianità e al futuro della città di Bergamo. L’extra-ordinarietà dell’evento dell’Adunata degli Alpini rischia di aggravare l’ordinarietà del presente nella nostra città e l’ordine del discorso della destra. La cultura politica di Lega e Pdl, di chi cioè governa città, Provincia, Regione e Paese, non permette di immaginare una città diversa, una città che sia non solo più “viva” ma anche più “ricca”. Di fronte alla depressione economica e alle evidenti trasformazioni urbane e culturali indotte dall’accentuata mobilità delle persone, bisognerebbe rispondere con un nuovo modello di sviluppo che incida nel presente investendo sul futuro. In quattro settori che permetterebbero di sprigionare energie vitali e far circolare denaro e relazioni: culture e socialità, edilizia convenzionata, mobilità alternativa, energie rinnovabili. Il patto di stabilità imposto dal Governo, con tagli insopportabili agli enti locali, impedisce ogni investimento sul futuro. Eppure i soldi ci sarebbero, se non finissero in rendite enormi di cui si appropriano i ceti meno produttivi lasciando in panne le finanze pubbliche. Il centrodestra approfitta della crisi: se la “torta” si rimpiccolisce, diventa più facile costruire il proprio consenso sulla minaccia dell’”altro”, dell’”invasore” che verrebbe a togliere quel poco che rimane e che, in aggiunta, metterebbe in discussione una presunta, immaginifica “tradizione locale”. L’“altro”, lo “straniero”, non è una condizione oggettiva, ma un fantasma che può essere indicato ovunque: un’intera via di Bergamo, i negozi che vendono kebab e pizzette dopo le 10 di sera, una festa non organizzata direttamente dalle autorità, le persone che si mettono in lista d’attesa per le case o gli asili nido senza avere la residenza da vent’anni, chi vende in modo ambulante per strada. Divieti, controlli, emergenza securitaria, limitazione dei diritti. Questa è la politica del centrodestra. Noi sappiamo benissimo che lo sgretolamento dei diritti (alla residenza, al voto, al lavoro, alla casa, alla salute) comincia con qualcuno e prosegue con gli altri.

Pietro Verteva, consigliere comunale indipendente nei Verdi