I palazzi Anna e Athena a Zingonia sono il simbolo di una società bergamasca in crisi che fa pagare i costi della dell’incapacità politica e della recessione economica al microcosmo di persone non certo abbienti e privilegiate che vivono nei palazzi di Zingonia.  

La situazione attuale è la seguente:

- da mesi ormai la BAS esige rate altissime per un debito accumulato negli anni nei palazzi Anna e Athena di Zingonia; ogni mese viene richiesta una cifra pari a quella che viene pagata per l’acqua in un anno da una qualsiasi famiglia di Bergamo.

- in tempi di recessione e di disoccupazione l’effetto di queste bollette sul tenore di vita degli inquilini dei palazzi Anna e Athena è pesantissimo. L’emergenza-bollette spinge gli abitanti dei condomini ad un difficile sforzo di raccolta dei fondi. Si tratta di uno sforzo non semplice perché qualcuno non ha i soldi per pagare queste spropositate bollette e perché qualcun altro (pochissimi per la verità) comincia a non partecipare allo sforzo collettivo.  

 - se un condomino (il cui amministratore é latente) non versa la rata a fine mese, l’acqua viene staccata a tutto il palazzo, costringendo chi vi abita ad approvigionarsi tramite fontanelle poste all’esterno dei condomini.

Di fronte a una situazione così complessa, bisogna anzitutto porre delle domande.

1- Come mai, facendo un semplice calcolo a partire dalle bollette dell’acqua, risulta per quei palazzi un consumo medio di acqua per persona attorno ai 1000 litri al giorno? E’ solo un problema di tubature?

2- Come mai le agenzie immobiliari che hanno venduto quegli appartamenti hanno sempre nascosto l’esistenza di debiti pregressi?

3- Come mai gli amministratori dei palazzi non esistono più? Dove sono spariti? Cosa hanno fatto?

4- Cosa sta pensando e facendo la Provincia di Bergamo? Nulla? Oppure il Presidente leghista Pirovano pensa di speculare su questa problematica facendone una questione di mero ordine pubblico, magari per ingrossare le tasche di qualcuno pronto ad investire in quell’area? In entrambi i casi, è una vergogna.

Il problema va affrontato anzitutto politicamente, ed eventualmente in tutte le altre sedi opportune.

Per intanto gli unici che stanno affrontando la questione (e soffrendo della stessa) sono gli inquilini di Zìngonia.  

Pietro Vertova, consigliere comunale a Bergamo, indipendente nei Verdi