V9 –Il centrodestra e le politiche del territorio
Signor Presidente, Signor Sindaco, Signori consiglieri, Signori assessori,
in questo intervento andrò ad argomentare la seguente tesi. Il Piano di Governo del Territorio (PGT) approvato dall’amministrazione Bruni era un PGT migliorabile in alcune aspetti ma che prefigurava un’idea coerente di città proiettata nel futuro. In sede di revisione, la maggioranza di centrodestra ha apportato pochi cambiamenti, andando di fatto a confermare il PGT di Bruni. Questo dato è politicamente centrale perché, così facendo, la maggioranza di centrodestra ha disatteso in modo clamoroso le posizioni espresse in campagna elettorale (riassumibili nello slogan “Grande Bergamo, non grossa”) che facevano presagire ad un cambiamento radicale in quanto previsto dallo strumento urbanistico più importante. Inoltre, la maggioranza di centrodestra guidata dal Sindaco Tentorio introduce nel PGT alcuni elementi fortemente negativi dal punto di vista economico, ambientale e culturale, finalizzati a “vendere” alla città una falsa idea di pragmatismo e ad accontentare la politica culturale della Lega.
Lo sforzo che farò in questo intervento è quello di tradurre politicamente il dibattito urbanistico di questi giorni. Il rischio che l’urbanistica diventi sempre più una “materia tecnica” è un rischio che non possiamo correre, primo perché non è vero, l’urbanistica è impregnata di politica; secondo perché, se il dibattito rimane tra addetti ai lavori, rischiamo di favorire traduzioni politiche populiste come quelle proposte in campagna elettorale dall’attuale maggioranza di centrodestra.
Il Piano di Governo del Territorio (PGT) è lo strumento urbanistico più importante delle città, con elementi innovativi rispetto al “vecchio” strumento chiamato Piano Regolatore generale. C’è qualcosa in più. Non soltanto esiste nel PGT il “Piano delle regole”, che come il vecchio PRG va a determinare le destinazioni d’uso degli spazi cittadini. Esiste anche, nel PGT, il “Documento di Piano”, strumento finalizzato a trasformare la città in modo partecipato mediante un’”urbanistica contrattata”, in cui il Comune ha il ruolo di attore principale nel coordinamento e indirizzamento dei diritti di proprietà sul territorio, in diversi “ambiti di trasformazione” (per fare un esempio di come funziona un “ambito di trasformazione”: io, Comune, concedo a te, proprietario di quell’area, dei diritti di edificazione, ma (come è prassi in questo PGT) devi garantire che una parte di quanto costruisci sia destinata ad “edilizia sociale”, devi finanziare dei servizi alla città (ad esempio scuole e parcheggi), devi lasciare parti delle tue aree al Comune che li utilizzerà destinandole a verde pubblico.
Questo meccanismo di “urbanistica contrattata”, impegnativo ma affascinante, si trova ad operare in un contesto oggi particolarmente difficile per diversi motivi. Il primo di carattere strutturale, la fase capitalistica in cui ci troviamo, in cui i diritti di proprietà sono distribuiti in modo iniquo, direi sempre più iniquo, e l’accumulazione è spesso improduttiva, centrata sull’immobilizzazione in case e palazzi. In tal modo, l’urbanistica contrattata può sì ambire a migliorare la città e i suoi servizi, ma con il rischio di alimentare un capitalismo improduttivo, per non dire talvolta speculativo, e di allargare le disuguaglianze nelle proprietà. Non è necessariamente quello che succederà con l’urbanistica contrattata ma è un rischio che intravedo. Il secondo problema è di carattere nazionale. Dal punto di vista fiscale oggi, purtroppo, le spese correnti dei Comuni (quelle che servono per pagare i servizi, per pagare i dipendenti etc..) sono finanziate in modo consistente dagli oneri di urbanizzazione, ossia da quanto i proprietari devono sborsare al Comune per poter edificare. Questo rappresenta una “droga” in quanto per poter funzionare i Comuni si trovano obbligati a concedere diritti edificatori in modo anche eccessivo. Per evitare questa situazione le alternative sarebbero due: o il Governo centrale e la Regione Lombardia la smettono di tagliare i trasferimenti ai Comuni, oppure deve essere data autonomia fiscale ai Comuni stessi. Sono poco interessato all’una o all’altra alternativa, dal mio punto di vista è una questione tecnica. Il vero problema di oggi è che la forza politica che chiede autonomia fiscale, la Lega, per ora ha semplicemente acconsentito al taglio dei trasferimenti agli enti locali senza dare autonomia impositiva. Di questo i cittadini di Bergamo e del Nord Italia ringraziano la Lega Nord. Il terzo problema è legato alla struttura urbana di Bergamo. E’ evidente come un governo del territorio necessiterebbe oggi di programmare l’ambito della Grande Bergamo, ossia la città più i Comuni limitrofi che creano di fatto un assembramento urbano compatto e ben più grande di quello delimitato dai confini del Comune di Bergamo. Il governo del territorio dovrebbe essere fatto su quest’area complessiva. Vedo però che il centrodestra è molto, troppo timido, per non dire sfavorevole, nel perseguire il progetto della Grande Bergamo. Si tratta di un errore storico. Sappiamo bene che, negli ultimi anni, i Comuni limitrofi alla città hanno portato avanti delle politiche aggressive cercando di attirare popolazione (e quindi entrate fiscali) e imprimendo un’accelerazione eccessiva al consumo di suolo (sono di pochi giorni fa i risultati di uno studio di Legambiente che denuncia questa deriva).
Di fronte a questa situazione, il PGT progettato dall’amministrazione Bruni partiva da una necessità: quella di aumentare la popolazione cittadina al fine di evitare un’esternalità eccessiva dei servizi (cioè, i cittadini della città di Bergamo pagano servizi – strade, trasporti, iniziative culturali – di cui beneficia una popolazione ben superiore composta da persone che risiedono fuori dal Comune di Bergamo). Inoltre, attirare in città la popolazione giovane, come si prefigge il PG T soprattutto mediante strumenti come l’edilizia convenzionata, è di fondamentale importanza per rivitalizzare una città sempre più anziana che dà l’impressione di essere sempre più spenta nonostante i tavoli inter-assessorili che secondo l’assessore Minuti dovrebbero portare la movida. L’edilizia sociale, il social housing, è la vera importante novità del PGT. Si tratta di uno strumento che, di fronte ai prezzi sempre più elevati degli immobili, al peso crescente della rendita e alle esigenze delle nuove generazioni (richiesta di mobilità ma anche precarietà subita) si prefigge di rilanciare l’abitare in affitto con prezzi contenuti, in modo da facilitare la produttività nello studio e nel lavoro e la socialità diffusa.
Il PGT approvato dall’amministrazione Bruni si poneva altri tre importanti obiettivi: la nascita di Porta Sud, ovvero lo sviluppo di un altro centro urbano nell’area dietro la stazione, la creazione di un perimetro di stanze verdi, ossia di una importante cintura di verde fruibile nella periferia della città (come avviene in altre città europee), la creazione del polo della cultura nell’area GAMEC-Montelungo, ripristinando la funzionalità di una vecchia caserma da troppo tempo in disuso. Tutte ottime idee che proiettano la città verso il futuro. Il PGT proposto dall’amministrazione Bruni ha nella compattezza e nella coerenza del progetto i suoi punti di forza. Direi complessivamente un ottimo risultato di urbanistica contrattata.
Esistono, a mio avviso, alcuni punti di debolezza nell’impianto generale del PGT approvato dall’amministrazione Bruni. Il primo è legato al tema dell’indirizzare la vocazione economica di Bergamo in un contesto di crisi economica strutturale (che la maggioranza di centrodestra continua a minimizzare, assumendosi una grande responsabilità). A ben vedere, il PGT è stato studiato prima che la crisi esplodesse. Nei prossimi anni però questa tema non sarà rimandabile. Bergamo non è più quella di una volta, quando le amministrazioni prendevano atto della crescita della ricchezza generata dalle imprese private. Il settore pubblico deve pensare a delle strategie di sviluppo. Il tema compare comunque nel PGT per quanto riguarda la creazione del Parco agricolo-ecologico (PAE), che rappresenta un’ottima idea di sviluppo sostenibile e una grande opportunità di valorizzazione economica delle risorse della città.. Questo progetto prevede che, nel futuro di Bergamo, anche il settore primario, l’agricoltura, possa ricoprire un ruolo importante, ovviamente progettata in modo consono al nostro tempo, dove agricoltura e paesaggio urbano, fruizione del verde e mobilità dolce sono strettamente intrecciati. Come sappiamo e come dirò più avanti, il centrodestra vuole di fatto cancellare il progetto del PAE stralciando una sue parte rilevante per fare la Cittadella dello sport (Stadio, Palezzetto dello Sport, centri comemrciali sportivi). La seconda debolezza dell’impianto del PGT risiede, a mio avviso, nella mancata declinazione del tema della città multietnica. Sappiamo quanto la pianificazione urbanistica sia fondamentale in un contesto di forte immigrazione e di cambiamento socio-culturale della popolazione. In questo senso, si poteva fare di più e meglio, per progettare una città che eviti la ghettizzazione, che introduca elementi di spazio urbani dove gli scambi culturali siano valorizzati, che garantisca e valorizzi l’emersione dello spazio pubblico delle culture e delle pratiche sociali che già stanno contribuendo a trasformare Bergamo e le sue tradizioni. Infine, il PGT approvato dall’amministrazione Bruni mirava in modo secondo me eccessivo a “riempire i vuoti” e pesava un po’ eccessivamente in termini di nuove volumetrie previste.
Ma torniamo alla cronaca.
Lunedì 8 giugno 2009. Franco Tentorio è eletto Sindaco di Bergamo al termine di una campagna elettorale durata parecchi mesi. Il tema centrale su cui si è scatenata la campagna del centrodestra e soprattutto della Lega è proprio l’urbanistica (insieme naturalmente alla sicurezza). “Grande Bergamo, non grossa!”, “Cementificatori|”, urlavano i leghisti. “Miglioriamo il benessere degli abitanti che ci sono, invece di richiamare nuovi abitanti riempiendo la città di nuove volumetrie”. Tentorio, in un’intervista su L’Eco di Bergamo, evocava un dimezzamento di Porta Sud. Insomma, la campagna politica contro il PGT era centrata sull’idea che questo portasse caos e volumetrie. Si proponeva invece un radicale snellimento in termini abitanti teorici e nuove volumetrie previste negli ambiti di trasformazione.
Lunedì 23 novembre 2009. Primo Consiglio comunale sulle controdeduzioni alle osservazioni al PGT (tradotto: sui cambiamenti introdotti dal centrodestra). Dopo un lungo e accurato studio in Commissione, i punti che emergono sono i seguenti. Primo: i tagli quantitativi previsti alle nuove volumetrie dalla nuova amministrazione sono risibili. A livello di popolazione prevista, la “nuova popolazione” che il PGT si prefissa di raggiungere passa da 21306 abitanti a 19449 abitanti. Insomma, l’obiettivo di crescita della popolazione (per me valido) è sostanzialmente confermato, ma in totale distonia con quanto propinato nei mesi passati. Circa le volumetrie del nuovo piano, un dato su tutti: si prevede un taglio del 5% delle nuove volumetrie previste sul 70 per cento degli ambiti di trasformazione, cioè su quasi tutte le trasformazioni urbanistiche previste dal PGT. Una presa in giro dopo gli slogan della campagna elettorale. Spero che la maggioranza abbia un po’ di ritegno e non affermi “abbiamo rispettato il mandato elettorale”. Continuando sul piano quantitativo, i tagli di nuove volumetrie complessivamente previsti dal centrodestra rispetto al PGT di Bruni, tagli pari a 800 mila metri cubi, sostanzialmente pareggiano le aggiunte di volumetrie portate dalla Cittadella dello Sport “sognata” dal centrodestra in quel di Grumello al Piano più le nuove volumetrie “a casaccio” che si prevede sorgeranno dal Piano Casa disposto dalla Regione Lombardia governata dal centrodestra. Inoltre, sul piano della composizione dei tagli, le riduzioni più significative previste, pur non compromettendo il piano complessivo, riescono comunque a raggiungere due brutti risultati: primo, come testimoniano i tagli dell’ambito di trasformazione Europan della Celadina e dell’ambito di trasformazione del vecchio Stadio comunale, si compromette la valorizzazione del patrimonio pubblico prevista da appositi studi tecnici (uno, quello di Europan, addirittura sulla base di un concorso internazionale). Secondo, e parlo del taglio di volumetrie nella parte più meridionale di Porta Sud, chiamata “Porta Sud-Umi 2” (Unità minima di intervento 2), si compromette la realizzazione di un’importante stanza verde, quella del Parco Gasparini (che verrebbe creato a partire dalle compensazioni richieste a chi è concesso il diritto di edificare nell’area di Porta Sud- Umi 2). Dal punto di vista politico, si tratta di una sconfitta clamorosa della Lega Nord, che nei mesi scorsi si è esposta moltissimi sul piano della critica ai “cementificatori” del centrosinistra. Non a caso, la Lega propone una strambo ordine del giorno per cui si impegna l’amministrazione comunale a perseguire il programma elettorale. Come dire: digeriamo questo PGT ma malvolentieri. D’ora in avanti si cambia! Avrà, la Lega, il suo contentino, come dirò più avanti.
Il capolavoro vero del centrodestra, lo sappiamo tutti, è chiaramente il mitico V9, che sta per “verde di tipo 9” ma che noi abbiamo ribattezzato “V9 – volumetrie di tipo 9”. La maggioranza di centrodestra ha deciso di compromettere la realizzazione del parco agricolo-ecologico andando a ritagliare nel bel mezzo del parco, in zona Grumello del Piano, un’area che è una sorta di “buco nero”, una specie di “terra di nessuno”. Loro la chiamano “verde sportivo”. Chiamandolo falsamente “verde sportivo”, quei 35 ettari di “verde” dimostrerebbero (risultando decisivi nelle tabelle complessive) che la maggioranza di centrodestra sta aumentando il verde. Essendo un‘area “verde”, dimostrerebbe che la maggioranza di centrodestra non sta introducendo nuove rilevanti volumetrie. Essendo “verde”, dimostrerebbe che il consumo di suolo è salvaguardato. Eppure quel V9 andrebbe ribattezzato “V9- Volumetrie di tipo 9”. Il “sogno” dell’amministrazione comunale è che su quell’area venga realizzata una “cittadella dello sport” con Stadio, Palazzetto dello Sport e altri impianti sportivi. Va bene che il manto di un campo da calcio è verde, ma chiamare l’area destinata a questo progetto “verde sportivo” è ridicolo! Mi sembra molto più appropriato ribattezzare lo stralcio del Parco agricolo da voi compiuto “V9 – Volumetrie 9”, visto che in quell’area, secondo i progetti della nuova amministrazione, ci andranno impianti sportivi, parcheggi, strade, possibili centri commerciali, eccetera eccetera. Quindi, per favore, cominciamo a chiamarlo tutti “Volumetrie 9” e prego l’assessore Pezzotta di correggere tutte le tabelle utilizzando l’indicatore proposto dal proprietario dell’area Cividini, che nella sua osservazione suggerisce il criterio: “un metro quadrato di terreno – un metro cubo di cemento”. Correggendo in questo modo le tabelle, si potrà arrivare ad un risultato più coretto in termini di verde pubblico e di consumo del suolo, che le revisioni del centrodestra rispettivamente riducono e aumentano. La cittadella dello sport è prevista su un’area, quella di Grumello al Piano, dove già si dovrebbe realizzare la nuova sede della Guardia di Finanza, quindi in un quartiere già potenzialmente sovraccarico. Nel caso il progetto della Cittadella dello Sport fosse effettivamente realizzato, questo creerebbe enormi problemi di congestione in quella zona di Bergamo. Inoltre, l’abbiamo già detto, questa Cittadella dello sport compromette lo sviluppo del Parco agricolo-ecologico, che invece è una grande opportunità dal punto di vista economico ed ambientale. Ci dite che avete un sogno, quello del nuovo Stadio. Noi rispondiamo che abbiamo due sogni: il Parco agricolo-ecologico e il nuovo stadio, da realizzare nella Grande Bergamo (a Zanica o Grassobbio). Se fate lo Stadio a Grumello, il sogno del Parco agricolo-ecologico diventa un incubo. Ma, mi chiedo, se il progetto della Cittadella dello sport non venisse realizzato? Qui sta un punto molto importante, che rappresenta forse la “cultura” del centrodestra basata su un pragmatismo di facciata tutto teso a vendere il fatto che “ci mettiamo a fare il Nuovo stadio”. Per propinare questa immagine falsamente pragmatica, il centrodestra è disposto a fare dei bei regali ai privati e a fare a meno del rigore urbanistico necessario per un piano di governo così importante. Sì perché quell’area è di proprietà di un ben noto costruttore, che dal momento di approvazione del PGT potrebbe decidere di costruire impianti sportivi privati senza alcun tipo di compensazione per il Comune. Campi da tennis, campi da golf, piscine private e così via. Certo, se il progetto della Cittadella dello Sport dovesse andare avanti questi interessi privati di un costruttore sarebbero perfettamente coincidenti con l’interesse populista dell’amministrazione Tentorio. Ma se non dovesse andare avanti rimarrebbe solo una grande area grigia dove il costruttore potrà fare un gran bella speculazione grazie alle scelte urbanistiche della nuova amministrazione. Altro che “prudenza”! Altro che “dalla parte della gente””. Direi invece: “imprudenza”! e “dalla parte degli interessi privati”!.
C’è poi un ultimo punto che vale la pena di essere trattato, che dimostra la pochezza culturale del centrodestra, che spesso si trova subordinata sul piano culturale alla Lega, in questo caso evidentemente scontenta dalle modifiche del nuovo PGT. “Nessuna moschea a Bergamo”, urla la Lega. Serve alla Lega, questo slogan, per continuare la sua politica culturale che soffia sul fuoco dell’incontro tra le alterità, che ricordiamo è sempre difficile e conflittuale. La Lega gioca in modo irresponsabile sulla difficoltà di questo incontro, puntando l’indice sulla dimensione della minaccia identitaria, sul fatto che gli immigrati mettono in discussione “il sé” dei bergamaschi (sapendo benissimo peraltro che l’immigrazione è inevitabile e profittevole per il sistema economico). E’ evidente che ciò non è vero, in quanto l’identità bergamasca è in continua evoluzione. Tanto per dire: il kebab è ormai tradizione dei giovani bergamaschi. Il guardare le partite dell’Atalanta con immigrati che tifano Atalanta è bello e ormai tradizionale. Insomma, la Lega cerca di inventare una tradizione che non esiste. Lo fa in modo spregiudicato e irresponsabile, cercando di acuire le paure e le insicurezze delle persone. Con iniziative vergognose come quelle degli ultimi giorni “il White christmas”, che si commenta da solo. Lo slogan “nessuna moschea a Bergamo” va in questa direzione.
Ma cosa c’entra il PGT con tutto questo? Il PGT dell’amministrazione Bruni prevedeva una serie di spazi destinati alle minoranze religiose. Tra questi uno spazio a Campagnola che nelle intenzioni dell’amministrazione Bruni poteva ospitare la comunità musulmana. Sappiamo tutti che l’attuale spazio, quello di via Cenisio, è assolutamente inadeguato per dimensioni e contesto urbano. Cosa fa l’attuale maggioranza di centrodestra con le sue controdeduzioni intelligenti al PGT? Da un lato, toglie la previsione dello spazio a Campagnola. Dall’altro, prevede la creazione di un nuovo parcheggio in via Cenisio. Insomma, per non far fare brutta figura alla Lega che dice “nessuna nuova moschea”, invece di affrontare in modo intelligente la questione, ossia dare una soluzione al legittimo bisogno della comunità musulmana di avere uno spazio adeguato, si conferma la vecchia soluzione, quella di via Cenisio, con tutti i problemi logistici che ciò comporta. Un capolavoro! Complimenti!
Pietro Vertova, consigliere comunale dei Verdi